Pubblichiamo la lettera inviata da un nostro amico alle Congregazioni romane competenti, con la chiosa di qualche domanda e qualche pensiero.

Le domande:

1)Il vescovo di Jesi, mons. Gerardo Rocconi, cosa fa al riguardo? Sulla difesa dell'ortodossia darà prova di quello zelo intransigente che ha lungamente mostrato contro i "cattolici tradizionalisti"?

2)Poichè in questi casi, generalmente, ci si nasconde dietro il Papa (anche se, per la verità, ci sembra talvolta trattarsi più di "papa Martini" che di papa Ratzinger), chiediamo a chi organizza tali iniziative, a chi non ne impedisce la realizzazione (nelle strutture diocesane) e a chi le giustifica: accettate voi il dogmatico Concilio Vaticano I, per il quale neppure un Papa avrebbe il potere di fare non il custode, ma il costruttore di una nuova dottrina? Potrebbe forse non essere tale questa, apertamente contraria alle sentenze infallibili (e alle scomuniche automatiche) del dogmatico Concilio di Trento? Si dice: chi non accetta il Concilio (Vaticano II), "resta fuori"; e chi non accetta questi Concili dogmatici? Rispetto ai quali - per dirla con il card. Ratzinger nel discorso, dell'estate 1988, alla Conferenza episcopale cilena - il Vaticano II si è voluto collocare a «un livello più modesto, meramente un Concilio pastorale». Qual'è, di fatto, la posizione di chi non li accetta, o anche di chi collabora con chi non li accetta?

I pensieri:

1)A progressisti e conformisti: ecco cos'è che introduce la divisione nella Chiesa!

2)A chi ci confida di non essere affatto d'accordo con queste cose ma non lo dà a vedere, ed elude il problema: come dice il proverbio? "Non è ladro solo chi ruba, ma anche chi tiene il sacco"...

 

Suprema Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede
Piazza del S. Uffizio, 11
00193 Roma

Congregazione per i Vescovi
Palazzo delle Congregazioni
Piazza Pio XII, 10
00193 Roma

Congregazione per il Clero
Palazzo delle Congregazioni
Piazza Pio XII, 3
00193 Roma


Segnalo alle Congregazioni competenti i due casi di seguito esposti, riguardanti entrambi la Diocesi di Jesi (provincia di Ancona), attualmente retta da S.E.R. mons. Gerardo Rocconi, e chiedo di sapere se essi debbano essere considerati ammissibili:

Come si può vedere dalle fotografie allegate, nel Seminario Vescovile di Jesi è stata tenuta una conferenza dal titolo: «Lutero e la sua teologia: un patrimonio da riscoprire per protestanti e cattolici». Ciò risulta da manifesti con l’intestazione della Diocesi di Jesi, affissi in tutte le chiese della città.
Non siamo più obbligati ad accettare il Concilio di Trento? E il Vescovo, non dovrebbe vigilare su queste cose?
Sempre da manifesti affissi nelle chiese di Jesi, risulta che quest’anno la S. Messa crismale è stata celebrata il Mercoledì Santo.
La mattina di Giovedì Santo il Vescovo della città è stato visto partecipare alla S. Messa crismale nella sua Diocesi originaria di Senigallia, pur non mancando lì il legittimo Pastore (hanno concelebrato).
Eventuali fattori e legami privati possono giustificare modifiche nel calendario liturgico persino del Sacro Triduo Pasquale?

In attesa di una risposta, porgo i più distinti saluti.



Giuseppe Polverini
Via del Sacramento, 4
60027 Osimo (AN)

Osimo, 1 agosto 2007