

MEGLIO I NON CATTOLICI CHE I CATTOLICI TRADIZIONALISTI. Ma cosa aspettano tanti benpensanti per accorgersi che, nella Chiesa, non siamo in tempi normali?
«Il Signore, che è infinitamente misericordioso, è invece nei confronti dei "tiepidi" estremamente severo [...] Questo "risveglio", purtroppo [...] sarà provocato forzosamente con la prova dolorosa...» (da una mail che abbiamo recentemente ricevuto).
Leggiamo sul “Corriere Adriatico” del 25 aprile che in una grande chiesa, ufficialmente cattolica, al centro di Senigallia, i cosiddetti ortodossi (cioè, sul piano oggettivo, gli orientali scismatici) hanno potuto celebrare la loro liturgia, con il consenso del Parroco e del Vescovo diocesano.
Noi siamo i primi a dire: attenzione a prendere per oro colato ciò che si legge o si sente dire; questa, tuttavia, sembra avere i caratteri della notizia vera. Se non lo fosse siamo pronti a pubblicare, con pari risalto, l’eventuale smentita che dovesse pervenirci: questo commento, se non è gridato in piazza, non è neppure oggetto di comareggianti chiacchiere alle spalle, essendo pubblicato su un sito internet e quindi in sede aperta al pubblico, dando leale possibilità di replicare pubblicamente. Ma, del resto, non è un caso unico: già l’anno scorso una diocesi limitrofa ha organizzato una conferenza dal titolo: “La teologia di Lutero: un patrimonio da riscoprire per protestanti e cattolici” (sì, avete letto bene!); e il relativo manifesto è rimasto indisturbato nelle chiese, ufficialmente cattoliche (come potete leggere in altra pagina del sito). Nel suo insieme, purtroppo, il fenomeno è chiaro.
La Messa cattolica tradizionale, nella diocesi di Senigallia, non può essere celebrata in chiese parrocchiali o santuari importanti (al più, e soltanto dopo il Motu proprio, in chiesetta secondaria, e soltanto - secondo loro - in giorno feriale); la liturgia degli “ortodossi” invece sì. Tre inverni fa, venne celebrato con rito tradizionale (da chi concretamente era a ciò disponibile) un funerale al Camposanto, all’aperto, a dicembre! Perché l’ospitalità chiesta dalla famiglia del defunto alla parrocchia venne negata. Per l’esattezza: il parroco nell’immediato aveva detto di sì; poi aveva telefonato alla Curia e… dietrofront! Per gli ortodossi scismatici, invece, ospitalità concessa. “Le norme sono norme!”, dissero lì; qua, invece, il criterio cambia: non bisogna essere troppo rigidi, la carità viene prima... Quando è uscito il Motu proprio, pregnante ordine formale del Romano Pontefice, qui da noi hanno subito diramato al clero un documento applicativo restrittivo, temendo che la nuova facoltà "strabordasse"; ma quando era uscita la possibilità della Comunione sulla mano (che i protestanti fanno da sempre) non si sono viste misure interpretativo-restrittive affinché quella nuova facoltà non potesse "strabordare", anzi: tant'è che la Comunione sulla mano, partita come discussa facoltà condizionata a fianco (purtroppo) della modalità principale, di fatto qui si vede praticata anche da persone con le mani tremolanti (e i frammenti?!), ed è praticamente imposta (con la modalità subdola del presentarla come la modalità normale, raccomandata o quasi scontata, senza far sentire altre voci) ai poveri bambini della Prima Comunione, protestantizzati. Quante volte abbiamo chiesto ai nostri pastori, nonostante tutto (con consapevole prudenza), e ci è stato opposto il timore di legittimarci agli occhi degli sprovveduti, o che dei fedeli facessero confusione o fossero a disagio… con gli ortodossi e i luterani, invece, questo timore non c’è o comunque non è determinante: tant’é che quella celebrazione a Senigallia è stata consentita e quei manifesti a Jesi sono rimasti a lungo nelle chiese, anche parrocchiali, senza che dalla Curia arrivasse l’ordine del dietrofront. Né si dica che qua il pericolo di confusione non sussiste: tant’é che, tra le tante altre cose ad esso omogenee, in un atto di Magistero come l’enciclica Mortalium animos (o forse si pensa che la Chiesa sia nata con il Concilio Vaticano II?), il papa Pio XI dice proprio che il falso ecumenismo rischia di dare autorità ad «una falsa religione cristiana, lontanissima dall’unica vera Chiesa di Cristo». Sicché, con gli ovvi limiti di una schematizzazione, non si dovrebbe constatare un “ribaltone”: avversione alla Messa tridentina, simpatia per la teologia di Lutero? La tendenza è questa, e la morale la dicono i fatti: per gli attuali pastori locali, meglio i non cattolici che il cattolicesimo tradizionale.
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In questo quadro, di cui è vano (e squallido, imitando il "tirarsi indietro" del giovane ricco) lamentarsi in privato invece di passare ad atti conseguenti, ci chiediamo: come non prendere atto che non siamo in tempi normali? Come non prendere atto, fattivamente, che non siamo nella (presupposta) situazione ordinaria? Sarebbe come se un bambino dicesse: non posso andare a letto perché non mi sono lavato i denti, come mi ha detto la mamma; senza considerare che è accampato sulle macerie di un terremoto, e lo spazzolino sta sotto le macerie. Oppure come se, davanti a una casa che va a fuoco e da dentro un bambino piccolo, solo, piange, un passante pilatescamente dicesse: non ho l'autorizzazione del padrone di casa ad entrare, sarebbe violazione di domicilio, illegale, se la vedranno i genitori... Ma come non ripensare all'asino che cade nel pozzo in giorno di sabato? Come non pensare, nella sostanza, a quel monito del Signore: «Ipocriti! Che cos'è più sacro, l'oro [l'autorità, l'ubbidienza, l'unità...]o il Tempio [l'integrità della Religione]che rende sacro l'oro?».
Circolo "Cattolici per la Tradizione" - Marche
E gli esempi sono uno dietro l'altro. L'ultimo della serie: proprio il 13 maggio si apprendeva dello scontro tra un sindaco del Nord Italia, sfavorevole alla costruzione di una moschea, e la Curia diocesana che premeva perché fosse realizzata, asserendo persino che tale linea farebbe «parte anche dell'insegnamento [si noti: non della pastorale, etc., ma proprio dell'insegnamento! Ed è un testo scritto di una Curia diocesana] della Chiesa». Tanti, tantissimi atti del Magistero dicono il contrario: non si dovrebbe rilevare una rottura? Perché questi ecclesiastici non vengono destituiti, canonicamente processati, condannati? Una volta c'era, in casi analoghi, scontro tra il sindaco massone, che voleva farle realizzare, e il clero che si opponeva: adesso...a rovescio!
Sicché, per non fermarsi a vane lamentele, ci sarebbe da chiedersi: a non voler prendere atto, davanti alla serie di tali fatti impuniti, dell'essere questa nella Chiesa una situazione anormale, fuori dall'ordinario, non si rischierà quel turarsi gli occhi che richiama tanto il peccato più terribile: quello contro lo Spirito Santo?
CTM