ECCOCI. La presentazione, che la Diocesi ha chiesto a tutte le realtà ecclesiali di fornire secondo una determinata "griglia", del nostro gruppo. Senza né servilismo né ottusità

 

Nella Solennità dell'Immacolata, nostra festa patronale, 2011

 

 

Consulta diocesana delle Aggregazioni laicali, ottobre-dicembre 2011

Presentazione del Circolo “Cattolici per la Tradizione”

 

 

Eccellenza Reverendissima, Reverendo Padre, carissimi fratelli,

 

il Circolo “Cattolici per la Tradizione” è un’aggregazione la cui identità e ragion d’essere – come indicato dal nome – è costituita da un’istanza, un carisma o qualcosa del genere, in favore della Tradizione cattolica.

Tradizione soprattutto nel senso stretto; collegatamente nel senso di quanto ne deriva, ne è espressione, presupposto e presidio (cfr., in particolare, S.S. San Pio X Enciclica Pascendi dominici gregis e S.S. Pio XII Enciclica Humani generis). Istanza – non sempre facile – portata avanti, bene o male, in una duplice motivazione: la fedeltà, in coscienza, a un’evidenza ricevuta; e la persuasione di dare così un aiuto non soltanto ai nostri sodali, nell’amore (anche dolente) a tutta la Chiesa.

Oggi come oggi. Poi domani, quando certe sottolineature non avranno più ragion d’essere, magari come soggetto specifico ci scioglieremo (evidentemente in filiale dialogo con l’Autorità ecclesiastica); e andremo insieme da qualche altra parte, ad esempio, se Daniele ci vorrà, nell’Azione cattolica, altrimenti da qualche altra parte. Ma questo domani: oggi, qualcosa di peculiare da fare e da dire pensiamo di averlo… Ma se in ogni caso abbiamo ben chiara la direzione di marcia, per i tempi – pur avendo qualche idea – ci rimettiamo alla realtà, e in ultima analisi alla Provvidenza.

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Il movimento per la Tradizione cattolica è un fenomeno spontaneo, mondiale (benché non facilitato) e vario; in quanto tale ormai più che quarantennale, con contenuti sostanziali evidentemente molto anteriori. Più specificamente, in questo orizzonte ideale la nostra piccola comunità (attualmente una ventina di persone, in prevalenza del chiaravallese ma anche di paesi non limitrofi) costituisce organizzativamente un gruppo autonomo, un gruppo a sé.

Nato piuttosto come aggregazione spontanea su questa linea, a Chiaravalle agli albori degli anni ’90, con la simpatia – ricordando solo i defunti – del compianto mons. Angelo Mencucci e nella memoria del compianto don Secondo Pierpaoli, che qui ricordo particolarmente con affetto nell’anno ventennale della pia dipartita, si è andato rafforzando e organizzando, come ha potuto. Il 16 gennaio 2009 ha avuto la gioia del riconoscimento ecclesiale diocesano; con la conseguente nomina – in ragione delle specificità e tutto considerato, in un’ottica pastorale e di comunione – d’un cappellano personale (che è un sacerdote extradiocesano).

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È strutturato come associazione, retta dal Responsabile (attualmente il sottoscritto, purtroppo) coadiuvato da un Direttivo.

Ha la sede associativa a Chiaravalle e quella liturgica – di cui dirò – a Monte San Vito, nella chiesetta rurale “Madonna del Rosario”.

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Le attività – prevalentemente di sabato e domenica, con flessibilità e anche in dipendenza dai programmi d’inizio anno associativo – sono di vario genere. Vi accenno rapidamente. Incontri formativi e informativi, anche nella prospettiva dell’apostolato (con la valorizzazione delle letture particolarmente adatte). Incontri di preghiera, nella coltivazione e promozione soprattutto di alcune devozioni, particolarmente atte a contrastare il binomio “dottrina nuova e cuore vecchio”; e d’alcune intenzioni di particolare bisogno: attività tramite cui abbracciamo ad ampio raggio la Chiesa e il prossimo. Mutuo sostegno. Attività ricreative (specialmente valorizzando insieme le bellezze del creato, anche semplici e a portata di mano) e conviviali. Attività caritative (in particolare quella, adatta alle modeste forze, di fare un po’ di compagnia a degli anziani)…

Qui ne evidenziamo in particolare due, specifiche e, notoriamente, caratterizzanti. 1- La testimonianza di talune questioni e prospettive (di natura sostanzialmente dottrinale) oggi tendenzialmente poco presenti, sebbene non certo di nostra creazione. 2- L’organizzazione (nella misura che le possibilità consentono) della Santa Messa secondo il Vetus Ordo, nell’antico rito tradizionale. Vetus Ordo cui aderiamo in questo quadro: come parte ben centrale (ma tutt’altro che isolata) della più ampia istanza in favore della Tradizione; e nell’intento di offrire appunto un servizio, anche materialmente. Infatti, se tale liturgia è un tesoro prezioso per la Chiesa – come afferma autorevolmente l’Universae Ecclesiae, Istruzione applicativa del Motu proprio in materia del Santo Padre Benedetto XVI, da essa qualificato come atto eminente del suo Magistero –, queste celebrazioni che organizziamo lo mettono a disposizione sul territorio, per chiunque desideri avvalersene o anche occasionalmente conoscerlo. Grazie.

Il responsabile

Solideo Paolini

 

SCHEDA DI SINTESI

Cattolici per la Tradizione

 

Finalità principale

Vivere e porre le istanze legate alla Tradizione cattolica.

Attività

Organizzazione della S. Messa nel rito antico. Incontri di formazione e di preghiera; promozione di alcune tematiche, devozioni ed intenzioni; mutuo sostegno; ricreative; caritative.

Origine/Iscritti in Italia

Come aggregazione specifica nasce a Chiaravalle nel 1990.

Presenza in Diocesi

Circa 20 persone, di provenienza territoriale varia ma concentrata soprattutto nell’Unità pastorale Chiaravalle-Monte San Vito.

Articolazione

Il gruppo è indipendente (sebbene nell’orizzonte ideale del movimento spontaneo per la Tradizione) e a carattere locale.