

Roma, 1° marzo 2007
Nel 50° del “sequestro” del terzo segreto di Fatima
Nella prossimità dell'80° genetliaco di S.S. Benedetto XVI
e del 2° anniversario della Sua elezione al Soglio di Pietro

SUPPLICA CANONICA AL SOMMO PONTEFICE
Padre Santo, liberate tutto il Terzo Segreto
Beatissimo Padre,
prostrato ai piedi della Santità Vostra, imploro la pubblicazione delle parole che seguono la frase tronca alla fine del secondo segreto di Fatima: «In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede etc.».
Ve lo domando perché è la volontà di Dio, sono gli impegni legittimi assunti: «Quando mons. Vescovo si rifiutò di aprirlo, Lucia gli fece promettere che sarebbe stato definitivamente aperto e letto al mondo alla sua morte o nel 1960, a seconda di quale dei due eventi si fosse verificato prima»[1].
Ve lo domando perché, come riconobbero di principio Vostri venerati predecessori, «Ora questi comandi sono più importanti e vitali che mai. […] L’appello fatto da Maria, nostra Madre, a Fatima fa sì che tutta la Chiesa si senta obbligata a rispondere alle richieste di Nostra Signora […]. Il Messaggio impone un impegno su di essa» (S.S. Giovanni Paolo II[2]). «Nella nostra epoca l’augusta Madre di Dio fa sentire in modo speciale la Sua presenza negli avvenimenti umani […]. Così sarebbe mettere a rischio la propria salvezza, quando si è assaliti dalle tempeste del mondo, rifiutarsi di accogliere la Sua mano soccorrevole» (S.S. Giovanni XXIII[3]).
Ve lo domando in applicazione del programma di governo di Vostra Santità stessa: «Il mio vero programma di governo è quello di non fare la mia volontà, di non perseguire mie idee, ma di mettermi in ascolto, con tutta quanta la Chiesa, della parola e della volontà del Signore»[4]; come pure secondo l’immediata invocazione, quel 19 aprile 2005 dal balcone di San Pietro, della Santissima Madre quale stella, ausilio e guida del Vostro pontificato.
Ve lo domando nella convinzione che un tale atto, se può apparire come la richiesta al nostro padre nella Fede Abramo circa Isacco, o come le minacce di morti orribili del sindaco massone ai tre pastorelli, non mancherà di attirare sul Vostro pontificato un aiuto straordinario dall’Alto, tale da consentire certamente a Vostra Santità di “non fuggire, per paura, davanti ai lupi”[5].
Ve lo domando perché l’alternativa a questa linea è la consumazione di un dramma condizionatamente scritto: «Fai sapere ai Miei ministri, visto che seguono l’esempio del Re di Francia, ritardando l’adempimento della Mia richiesta, che lo seguiranno anche nella sventura»[6]. E tutto, Santo Padre, è nelle mani del Vostro libero arbitrio! Perché – oso filialmente ripeterlo – il bene che Vi si ostacola nel fare può essere ottenuto, e i mali temuti possono essere stornati, battendo con audace fiducia questa strada, così omogenea all'attitudine del biblico vecchio Eleazaro[7], che il Cielo ha messo a disposizione.
Ve lo domando perché tutti (e non soltanto i nemici della Chiesa) abbiamo diritto a conoscere con esattezza quella lettera, essendo essa – per dirla con il Vostro predecessore Giovanni Paolo II – “rivolta ad ogni essere umano”. E questo più che mai dopo la liberalizzazione generale dei messaggi, decretata dal papa Paolo VI. Nella Chiesa di Dio, amica del diritto e della giustizia, non sarà evidente che il destinatario ha diritto a conoscere esattamente una lettera che gli è stata indirizzata – al di là di quello che di essa pensino i superiori del postino – e non soltanto a sentirsene riferire in maniera velata? Come si potrà chiedere che, al di là del potere materiale, rispettino scrupolosamente il diritto e la giustizia gli Stati, i potenti di questo mondo, se ciò non avvenisse nella Chiesa?
Beatissimo Padre, se quel testo fosse incompatibile con la fede o la morale, non andrebbe allora pubblicato e formalmente condannato? Se non fosse necessariamente tale ma temuto inopportuno, quantomeno in ordine ai tempi, non bisognerà scegliere tra la sapienza di Dio e la sapienza degli uomini, tra la prudenza propria e quella della Virgo prudentissima? E se si fosse dubbiosi, quanti messaggi incerti e non riconosciuti vengono lasciati liberamente circolare, permettendo alla coscienza e alla teologia cattolica di valutare, dibatterne, spiegare? Se si uscirà senza procrastinare dalla congiuntura del non volere né dare un giudizio formale né consentirne la pubblicazione, mantenendolo “sotto sequestro” e arbitrariamente tramutato in lettera riservata, non si uscirà forse dalla prigionia di un'avvitante spirale: evitando l’occasione prossima di peccato rappresentata dal rischio continuo che le circostanze spingano a passare dalla riserva mentale alla vera e propria negazione, e liberando la Chiesa dallo stato di ricattabilità?
Con le mie povere preghiere e i più ardenti voti augurali, di Vostra Santità figlio umile e devoto
Si invitano coloro che condividano queste istanze a:
1- firmare la presente supplica (o, se si preferisce, redigere un testo analogo); 2- indicare nell’apposito spazio nome e recapito del mittente; 3- fotocopiarla; 4- inviarne l’originale a: Sua Santità Benedetto XVI (riservata al Sacro Tavolo) – 00120 Città del Vaticano – Roma; 5- inviare la fotocopia, per conoscenza, a: Circolo “Cattolici per la Tradizione”, Corso Matteotti 1, 60033 Chiaravalle (AN).
[1] Padre Alonso, archivista ufficiale, “La verità sul segreto di Fatima”.
[2] A Fatima, pellegrino di ringraziamento, il 13 maggio 1982.
[3] Febbraio 1959. Citato da Antonio Socci ne “Il quarto segreto di Fatima”, pag.214.
[4] Dal discorso per la Santa Messa di intronizzazione, domenica 24 aprile 2005.
[5] Ibidem.
[6] Ex ore Christi: nell’apparizione del Sacro Cuore a Tuy, agosto 1931, su un punto strettamente collegato e appartenente alla stessa linea: la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria.
7 2Maccabei,18-31