«Io sono d’accordo che il Papa dovrà continuare una “riforma della riforma liturgica” del Concilio, usando un’espressione di don Nicola Bux. Ma deve essere detto con estrema chiarezza che il Papa sta facendo fatica a fare questa “riforma della riforma” [sebbene vanamente “cucinata” in maniera molto politico-diplomatica, come ricordiamo spesso, venendo diffusamente trascurato il primato della verità. A dispetto delle illusioni “interessate” di tanti moderato-conservatori, e peggio ancora di certi tradizionalisti traditori, sulla “svolta soft”, ndr]. Esistono tendenze negative di resistenza, neanche tanto passiva. La riforma liturgica venuta dopo il Concilio, il più delle volte si è sostanziata di pseudo-interpretazioni, o ha fatto valere casi eccezionali come norma, basti per tutti il problema della lingua, o quello della distribuzione della comunione sulla mano. Ci sono stati veri e propri colpi di mano delle Conferenze episcopali nei confronti di Roma».
(Intervista di Mons. L. Negri a P. Facciotto, cfr. “il Timone” gennaio 2011)