
Dalle Marche, 9 marzo 2011
Le Sacre Ceneri
[…] Reverendissima,
ci onoriamo di sottoporre alla considerazione di Vostra […] gli studi, pubblicati sul sito internet del nostro gruppo, il Circolo “Cattolici per la Tradizione”, www.cattolicitradizionalistimarche.it.
Se abbiamo portato tali scritti all’attenzione di V.E., come di altri Prelati ed Enti ecclesiastici, è nella convinzione che le amare esperienze di difficoltà a uscire dalla situazione attuale richiamino la necessità di un ripensamento anche nell’area ecclesiale contraria alla rottura con la Tradizione: sostituendo l’imperante primato della diplomazia e della prassi con il primato della verità, e il ricorso politico ai mezzi umani con il ricorso ai mezzi soprannaturali.
Quanto c’è bisogno di ecclesiastici che, come S. Atanasio, si levino con vigore e audacia non inferiori a quelle dei progressisti e, non a metà, siano un faro!
Quanto c’è bisogno di Fratelli nell’Episcopato che abbiano con il Santo Padre, in un certo senso, quella stessa franchezza che ad Antiochia S. Paolo ebbe con S.Pietro! Non certo per sfiducia verso il Santo Padre, ma per aiutarLo e servirLo: poiché Egli, “il dolce Cristo in terra”, è anche un uomo, non sarà cosa preziosa anche un franco incoraggiarLo? Non è Egli stesso a dire che la perseveranza e le insistenti suppliche a favore dell’antica liturgia Gli sono state di aiuto nel riconsiderare e riordinare la materia, in qualche modo, sebbene – è un fatto storico – in precedenza siano state viste diffusamente con diffidenza, ostilità e timore?
Parallelamente a due sane riforme caldeggiate dal card. Siri, e collocate nella prospettiva di una ripresa dell’intervenire di Roma col “bastone del Pastore”, quali un riequilibrio dei poteri nella Curia Romana (in particolare tra la Segreteria di Stato e “la Suprema” Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede) e l’abolizione del segreto del Conclave, non sarà parimenti di strutturale importanza, non sarà anzi fondamentale che la revisione correttiva dell’attuale situazione sia costruita non sulla sabbia dei diplomaticisti “aggiustamenti” della realtà ma sulla roccia della verità?
E se al Santo Padre – per dirla con un Confratello nell’Episcopato di V.E. – certe verità scomode non le fanno dire, non sarà a maggior ragione prezioso lasciarle dire all’Autorità Suprema, lasciando pubblicare tutto il Segreto del Cielo, dichiaratamente e nella sua letteralità?
Una tale pubblicazione non avrebbe anche il valore di un gesto di affidamento al Cielo, attirandone l’intervento promesso?
È per questo che trasmettiamo anche a V.E. la supplica al Santo Padre per la pubblicazione, proposta dal nostro gruppo (e, con testi analoghi, da altri soggetti all’estero), nella fiduciosa speranza che Ella, in evangelica franchezza, possa unire la Sua autorevolissima voce a quella di svariati sacerdoti e fedeli.
Prono al bacio […],
Solideo Paolini
Responsabile del Circolo “Cattolici per la Tradizione”
Direttore del sito www.cattolicitradizionalistimarche.it