RICEVIAMO, PUBBLICHIAMO E RISPONDIAMO – “LEFEBVRIANI” A SPADAROLO, RATZINGERIANI A CAMPOCAVALLO? Centro “tradizionalista”, centro di Messa antica o centro degli equivoci?

 

27 aprile 2011

 

 

Carissima Redazione,

seguo con molta attenzione i Vostri articoli sempre pacati ma "secchi" e chiari.

 

Vorrei porre alla Vostra attenzione uno scambio di e-mail che ho avuto con il parroco di Campocavallo di Osimo (in cui è celebrata, o meglio tollerata visto l'andazzo da qualche mese a questa parte, la Messa tradizionale).

 

[Ne riportiamo i passi principali, ndr].

 

 Al giovanissimo Nicolas, che agli inizi di gennaio era rimasto costernato per l’annunzio di Assisi 2011 (l’abbiamo già riferito, rispondendogli anche noi, nell’articolo È libero il Santo Padre?), e che quindi aveva condiviso via e-mail il suo dolore con le persone e gli ambienti che supponeva sensibili alle medesime preoccupazioni, il parroco risponde:

 

«Ave Maria

Ma devi deciderti, devi prendere una posizione:

1) o scismatico e allora prendi la strada per l'eterna dannazione

2) o stai con il Dolce Cristo in terra (S. Caterina da Siena) e sei sulla strada della salvezza

Che i papi possono sbagliare quando non c'è in gioco l'infallibilità questo e poco ma sicuro, non sta però a noi giudicarli (ce lo insegna Gesù)».

 

Nicolas, evidentemente non convinto della risposta, insiste:

«In cosa sarebbe scismatico lamentarsi di un atto oggettivamente ritenuto nocivo alle anime? O per voi Francescani dell'Immacolata Assisi è una cosa buona?

Decidetevi: il dialogo interreligioso è buono o cattivo? Se è buono perché pubblicate i libri di Mons. Gherardini? Se è cattivo perché non si può dire, pur rispettando l'autorità del Papa? San Paolo non rimproverò forse San Pietro pur restandogli sottomesso? Che cosa c'entra lo scisma????» […].

 

Il parroco:

«Ave Maria

Carissimo Nicolas,

la nostra incomprensione nasce dal fatto che tu hai una simpatia per Mons. Lefebvre.

Io invece no, tutt'altro....[e porta due esempi, effettivamente non da prendere alla leggera, per motivare il suo asserto, ndr

 

Nicolas obietta:

«[…] Lei deve semplicemente rispondere alle mie domande della precedente mail con la quale non ha nulla a che vedere Mons. Lefebvre».

[…].

 

Visto che mi si accusa velatamente (come è costume […]) di scisma, mi piacerebbe sapere se hanno preso bene in considerazione la situazione canonica della Fraternità San Pio X prima di invitare un fedele della suddetta (il prof. D'Amico) a tenere un ciclo di conferenze in parrocchia...

 

Chiedo pertanto gentilmente a Voi un qualche commento pubblico sul fatto eventualmente con pubblicazione delle e-mail (se lo ritenete opportuno).

 

Cordiali saluti in Corde Jesu,

 

Nicolas Fulvi

 

Carissimo Nicolas,

ti ringraziamo della considerazione. Di per sé saremmo un po' dubbiosi sull'entrare troppo nelle questioni interne a un altro centro di Messa antica; è anche vero, però, che si tratta di problemi d’ampia portata: sicché, qualcosa rispondiamo.

Pensiamo che sia il padre con cui hai avuto questo interessante dibattito sia la comunità religiosa cui egli appartiene siano sacerdoti pii, sacerdoti distinti per la loro pietà. Sul piano invece della mentalità, delle posizioni, della linea, della comprensione dei fenomeni, dobbiamo notare come da questa vicenda non escano certo indebolite le notorie riserve su Campocavallo che il nostro gruppo ha sempre avuto (e manifestato sin dai primi tempi dell'iniziativa a padre Leone, come anche, a più riprese e soprattutto quando interrogati, agli organizzatori laici).

1)   Anzitutto, notiamo il fatto dello sviamento a fronte delle tue obiezioni. Anziché andare alla sostanza delle stesse (oppure dire francamente: a questo riguardo non posso rispondere), il contraddittore fa ricorso, oggettivamente, ad argomenti insostenibili e comunque non pertinenti.

 

1a- Come tu giustamente hai notato: «che cosa c'entra lo scisma?». Se esprimere del dissenso (come l’età consente, è ovvio!) sull’ecumenismo attuale è da «scismatico» e sulla «strada per l'eterna dannazione», allora lo sono anche Papi e atti del Magistero; nonché, più recentemente e direttamente, prelati come mons. Gherardini (che in un'omelia a Campocavallo venne detto un luminare), il card. Oddi, e anche... tale card. Ratzinger!

 

Di più: per voler essere ultra-allineati all'Autorità ecclesiastica si finisce, paradossalmente, per esserne in dissonanza. Almeno con la Prima Sedes, che in tempi recenti ha affermato (implicitamente ed esplicitamente) sia che tali iniziative ecumeniche possono essere liberamente discusse, sia che la critica costruttiva (la quale presuppone, logicamente ed ontologicamente, il «giudicar[e]»: non l'Autorità ma determinati atti o parole di chi ne è rivestito) può essere «un prezioso servizio».

 

1b- Sorvoliamo sul tenore, più sprezzante che critico, del riferimento a mons. Lefebvre (che comunque "ci ha messo la faccia", ha pagato di persona ed ha accettato – cosa oggi rarissima – che fosse compromessa la propria posizione). In ogni caso, un tale riferimento è del tutto fuori luogo: se il contraddittore reputava che la tesi da te sostenuta fosse sbagliata, su quella doveva risponderti. Senza ingarbugliare la questione con altre cose («una simpatia»); le quali semmai, se riteneva, avrebbero potuto essere oggetto di un altro discorso, invece di evocarle, in maniera un po’ obliqua, a fronte della questione specifica da te posta.

 

2)   L'interlocutore ti richiama al dovere di «deciderti», di «prendere una posizione».

 

2a- Di per sé e in generale, condividiamo fortemente l’appello alla consequenzialità. Come pure è reale, e preoccupante, la leggerezza che sta andando di moda tra non pochi giovani, e neofiti in genere della Messa gregoriana (e di certi siti Internet): per cui si vuol essere insieme simpatizzanti di mons. Lefebvre (spesso identificato semplicisticamente con l’attuale Fraternità San Pio X, secondo l’interesse di questa e la leggerezza imperante) e pienamente integrati nel Sistema (utilizzando il genere letterario della provocazione avevamo scritto: «lefebvriani di parrocchia»). Quante volte l’abbiamo detto? Il livello scadente, la facile demagogia, e quant’altro di deteriore proprio negli ambienti tradizionali in genere è, per certi versi, il problema numero uno!

 

2b- Ma la «posizione» di Campocavallo, qual'è? È «una»? Dov’è la consequenzialità di questo polo? Hai ragione: se i Francescani dell'Immacolata ritengono, diciamo sinteticamente così, che non si possa criticare l'attuale ecumenismo, perché pubblicano i libri di mons. Gherardini? In effetti, anche in un convegno a Roma il relatore di tale Ordine prese posizione, espressamente, contro la «critica costruttiva» (di scelte ecclesiastiche in genere). Perché allora la Casa editrice dell’Ordine ha pubblicato di recente i suddetti libri, che sono marcatamente su questa linea?

 

Non solo: per l'edizione francese d’uno di questi libri, indovinate un po' a chi i Francescani dell’Immacolata stavano per darne i diritti? A quale editore francese? Alla Fraternità Sacerdotale San Pio X! La cosa è saltata all’ultimo momento, ma, tra le parti, tutto era pronto: al punto che una rivista francese d’area San Pio X ha dato al suo convegno il titolo del libro, convinta (in base agli abboccamenti intercorsi) di averlo in mano. E, in effetti, negli ambienti di tale Fraternità (in prosieguo: FSSPX) i Francescani dell’Immacolata "vanno in gloria". Poco ricambiata, a quanto pare («la nostra incomprensione nasce dal fatto che tu hai una simpatia per Mons. Lefebvre. Io invece no, tutt'altro...»). Almeno ufficialmente. Almeno in alcune occasioni: giacché nonostante una tale avversione («tutt'altro» rispetto alla simpatia è infatti l’avversione) hanno creduto pure di «invitare un fedele della suddetta» Fraternità San Pio X «a tenere un ciclo di conferenze in parrocchia».

 

Va rilevato soprattutto il più generale fenomeno per cui FSSPX e integrato-allineatisti, al di là dei proclami, hanno fatto “l’accordo pratico” e, sottobanco, “inciuciano” alla grande. Che dire, a titolo esemplificativo, di questa vicenda particolare? Ci sembra il colmo del paradosso: il responsabile dei Francescani dell’Immacolata di Campocavallo – peraltro personalmente buono, mite, gentile – valuta come segue due frequentatori abituali di tale iniziativa: il giovanissimo Nicolas Fulvi ("lefebvriano " di area Buon Pastore, Società sacerdotale in posizione canonica regolare), a rischio di scisma e di prendere la strada dell'eterna dannazione; il professore Matteo D'Amico ("lefebvriano" di area Fraternità San Pio X, Società sacerdotale non in posizione canonica regolare), "allineato" quanto occorre; tant'è che gli fanno fare il conferenziere.

 

2c- Peraltro, vediamo appunto il volantino, il "taglio" delle stesse appare pienamente conforme alla linea sia dei Francescani dell’Immacolata sia di S.S. Benedetto XVI (ma anche di S.S. Giovanni Paolo II, e pure della Diocesi); mentre il "taglio" delle conferenze (e degli articoli) del medesimo autore in ambito FSSPX appare pienamente conforme alla linea attuale della FSSPX e pesantemente critico, anzi duramente contrario, alla linea di S.S. Benedetto XVI. Sta di fatto che egli sarebbe un “lefebvriano” buono, anzi esemplare e tu (in compagnia dell’arcivescovo Lefebvre) un “lefebvriano” cattivo, a pericolo prossimo di scisma e di eterna dannazione.

 

2d- Che dirne? Una possibile spiegazione è che il "lefebvriano buono" recentemente abbia rotto con la FSSPX (oppure che la FSSPX abbia rotto con lui). In tale eventualità, tuttavia, non si spiegherebbe né la vicenda del libro né perché in tempi nei quali sicuramente era un fedele organico della FSSPX, senza riserve manifeste, al contempo lodava pienamente – parimenti senza riserve manifeste – il centro di Messa di Campocavallo. Esattamente al nostro contrario: giacché noi abbiamo sempre tenuto ad essere distinti, contestualmente, sia dalla linea dei Francescani dell’Immacolata, e associati, "alla nostra sinistra" sia dalla linea attuale della FSSPX "alla nostra destra". E anche in tempi recentissimi ambienti della FSSPX hanno parlato del prof. D'Amico come di "uno di loro", sic et simpliciter: sicché, in ogni caso e sotto il profilo oggettivo, viva la chiarezza!

 

Un'altra possibile spiegazione è che il responsabile di Campocavallo non sia a conoscenza, almeno pienamente, della posizione ecclesiale del suo fedele e conferenziere. Ma questa eventualità, che sarebbe decisiva in un'impostazione personalistica e comaresca (da "centri delle chiacchiere"), nel caso è semplicemente irrilevante. Per il fatto che non stiamo discutendo le persone, ma ragionando sul fenomeno: se "non sapeva", la tesi di www.cattolicitradizionalistimarche.it ne uscirebbe ulteriormente confermata: «il centro degli equivoci» (e delle illusioni).

 

«Larga è la foglia, stretta è la via: dite la vostra che ho detto la mia».

 

Circolo "Cattolici per la Tradizione"

www.cattolicitradizionalistimarche.it