Risposte ricevute – 2: abusi liturgici con copertura episcopale. Guardate la risposta di questo Vescovo!

O Roma interviene e rompe certi meccanismi,

o decantate cose buone scadono a illusorie barzellette

 

Monte San Vito, giugno 2009

 

 

Vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola

 

 

Segnaliamo con la presente gli abusi liturgici verificatesi domenica 31 maggio u.s. nella Cattedrale di Cagli, nella S. Messa della Prima Comunione (ore11).

In particolare, deploriamo le musiche di accompagnamento dei canti, che ricalcavano marcatamente lo stile della musica profana, rock, da discoteca: palesando e favorendo una desacralizzazione spinta ( tendenza che S.S. Paolo VI definì, letteralmente, "aberrante": "Osservatore Romano", 20 aprile 1967); in dispregio anche dei ripetuti richiami romani e della chiara volontà del Santo Padre Benedetto XVI.

 

Chiediamo poi chiarimenti sulla Preghiera Eucaristica recitata in detta circostanza, che non sembra una di quelle presenti nel Messale del 1970, preghiera nella quale le ripetute acclamazioni dei fedeli si inserivano persino nella Consacrazione. Da quale testo tali preghiere sono state prese? Sono autorizzate? Da chi? E, nel caso lo siano: il celebrante si è attenuto esattamente al testo o vi ha aggiunto ulteriori elementi?

 

Supplichiamo il Vescovo di esercitare il suo dovere "vigilante" e Roma il suo di "Madre e Maestra di tutte le Chiese"; e dobbiamo purtroppo rilevare che, a distanza di tre anni, nella stessa circostanza si è ripetuta la stessa situazione: sebbene anche allora sia stata inviata una segnalazione.

 

Con le nostre preghiere al Sacro Cuore di Gesù: che in quest'anno sacerdotale ciò che è stato oggetto di penitenziali "mea culpa" nella Via Crucis del Card.Ratzinger, il 25 marzo 2005, non continui imperterrito, senza provvedimenti concreti.

 

 


Sergio e Alessandra Andreoni

Vicolo Guadagnini, 2

60037 Monte San Vito (AN)

 

 

Monte San Vito (AN), 7 luglio 2009

 

 

Beatissimo Padre, Eminenze, Eccellenze e Reverendi,

 

la reazione di S.E. Mons. Armando Trasarti, Vescovo di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola a una nostra lettera di segnalazione liturgica ci costringe a trasmettere una ulteriore segnalazione alla Sede Romana. Entrambe le lettere, la nostra e la risposta di mons. Trasarti, vengono qui allegate. Rileviamo quanto segue.

 

1) Un Vescovo che riceve una missiva su questioni liturgiche con "non poca sorpresa" e addirittura "con disturbo"! E che risponde con una lettera il cui tenore si commenta da sé: oltre al tono generale, anche insulti, dal  momento che, logicamente, viene a dire, ventilare o insinuare che coloro che gli scrivono sono disturbatori, scorretti, ignoranti, fragili nella fede, persone da poco, disonesti...E' ciò ammissibile?

 

2) E' sconcertante la sentenza di mons. Trasarti: inviare una lettera all'autorità ecclesiastica sarebbe cosa scorretta e non caritatevole! Non capiamo come egli, scrivendo una risposta del tenore di cui sopra, possa tirare in ballo la carità per un'interpellanza che non faceva questione di persona, ma di una cosa; che neppure diceva il nome o faceva attribuzioni di responsabilità tra uno o più organizzatori, ma si concentrava su un fatto (un fatto pubblico!); che non era un pettegolezzo anonimo, ma uno scritto su contenuti con nome, cognome e indirizzo; che del precedente rievocato saltava, intenzionalmente, particolari sgradevoli (quando tre anni fa al celebrante le osservazioni furono fatte "personalmente", subito dopo la Messa, rispose che andava benissimo così e, con carità molto visibile, che non lo capivano le "teste ristrette": altro che "correzione fraterna reciproca"!). Così la carità, oggettivamente, finisce con l'essere soltanto una bella parola a copertura di un fenomeno "aberrante" (definizione non nostra) come la desacralizzazione della liturgia. E' ciò ammissibile?

 

3) Se "l'invio di una lettera di tal genere a persona mai incontrata", "a chicchessia autorità", è "delazione" e mancanza di carità, allora le stesse accuse sono indirettamente rivolte (ad esempio) a " Redemptionis Sacramentum" : che prevedendo espressamente la possibilità del ricorso sugli abusi liturgici a Roma (quindi, per lo più per via epistolare e a persone personalmente mai incontrate), sarebbe un' istigazione alla "delazione", alla scorrettezza e alla mancanza di carità. Roma cosa ne dice?

 

4) Il Vescovo dice che "le musiche della messa" certamente non erano "rocchettare", anche se non "da organo a canne". Visti i tempi record in cui stavolta ci è arrivata la risposta rispetto a quando avevamo inviato la domanda, non sappiamo se Egli abbia indagato bene (poco sotto parla delle "musiche di Cagli" in genere: noi avevamo parlato soltanto delle due specifiche occasioni, le Prime Comunioni 2006 e le Prime Comunioni 2009, in cui eravamo presenti; a meno che ciò non voglia dire che quelle musiche in quella chiesa sono abituali! ). In ogni caso, era tanto evidente " lo stile della musica profana, rock, da discoteca", era tanto evidente il clima di "desacralizzazione spinta"(se la verità della realtà vale qualcosa), che chiediamo vengano fatte delle identiche registrazioni e trasmesse alla Congregazione per il Culto Divino, perché si pronunci: questo genere di musica nella liturgia è soltanto auspicabilmente migliorabile ( e che cosa quaggiù non lo è?) o è inammissibile? Così chiarezza sarà fatta.

 

5) "Riguardo alla Preghiera Eucaristica dialogata riconoscete la Vostra evidente ignoranza", ci scrive mons. Trasarti, che a riguardo conclude : "Provate ad informarvi un po' meglio sulla Liturgia cattolica...".

Lo preghiamo di rileggere quanto avevamo scritto su questo punto con un po' di fretta nel denigrare in meno e un po' di episcopale sangue freddo in più. Avevamo scritto : "Chiediamo poi chiarimenti sulla Preghiera Eucaristica recitata in detta circostanza, che non sembra una di quelle presenti nel Messale del 1970, preghiera nella quale le ripetute acclamazioni dei fedeli si inserivano persino nella Consacrazione. Da quale testo tali preghiere sono state prese? Sono autorizzate? Da chi? E, nel caso lo siano [ ipotesi quindi che non abbiamo escluso, anzi] : il celebrante si è attenuto esattamente al testo o vi ha aggiunto ulteriori elementi?" Benché ignoranti sappiamo almeno che la domanda, o meglio le domande, erano più complesse di come mons. Trasarti le ha sbrigativamente liquidate. Tempo fa la Congregazione per il Culto Divino, in un'occasione, rispose che una determinata frase compariva effettivamente in un testo ufficiale, e identificato, ma essendo effettivamente discutibile ringraziava per la segnalazione prospettandone una modifica in occasione della nuova edizione del Messale. Inoltre tre anni fa il celebrante aveva risposto di aver utilizzato un testo, non specificando, con qualche aggiunta libera: poiché dopo tre anni ricordiamo il tenore generale della liturgia ma certamente non il testo a memoria, chiediamo : anche quest'anno ci sono state le aggiunte libere? Quali? Sono ammissibili? Mons. Trasarti né dà "gli estremi" del testo, né risponde alle dettagliate domande, cogliendone il senso: perciò chiediamo a Roma di realizzare i suddetti approfondimenti.

 

6) Mons. Trasarti, in qualche modo, avanza il rischio che ci perdiamo "per questa Celebrazione a Cagli". Rischio che dovrebbe essere avanzato "con timore e tremore", visto quanto dice il Signore sullo scandalo. Pensiamo che non ci perderemo per questo, perché, con tutta la nostra ignoranza, arriviamo a distinguere tra Chiesa e uomini di Chiesa; e sappiamo almeno che questi devono interpretare il loro ruolo come custodi e non come padroni. Come sappiamo distinguere tra santità personale e santità della liturgia, tra cammino di crescita personale e cessazione di chiari abusi nel Culto Divino. Ciò non toglie che deploriamo, per amore al Signore e alla Sua Chiesa, "queste celebrazioni a Cagli" ( deplorevoli principalmente per i motivi detti, e per tutto il tenore generale: infatti, avevamo scritto, "in particolare" le musiche ). E ancor più, la reazione alla segnalazione. Non per le episcopali ingiurie rivolte a noi (le quali mostrano semmai che , forse, abbiamo "toccato qualche nervo scoperto"). Ma perché è proprio triste che un Vescovo scriva una lettera del genere. E' triste soprattutto quanto se ne evince: questo Vescovo è disturbato non da "Messe beat" (per la Prima Comunione!), non dal clima di desacralizzazione ( questioni che non sarebbero molto "attuali e profonde"!), ma da una segnalazione! Una segnalazione in parte di deplorazione, in parte di domande di chiarimenti, che parla non di persone ma di un fatto: per questa cosa la carità e la pazienza si possono mettere da parte, perché è questo il fatto grave!

 

7) Ancora più triste è il meccanismo che ne emerge: meccanismo che rende queste situazioni "intoccabili" e fa sì che, tra parole più o meno belle, continuano imperterrite. Ricapitoliamo. Davanti a una Messa della Prima Comunione con musica in stile più profano che sacro e attitudine, più che da invocata "Liturgia cattolica", da Cena protestante, di persona abbiamo fatto presente il problema al celebrante. Davanti alla sua risposta sprezzante abbiamo scritto solo al Vescovo: in tre anni, nessuna risposta; e dopo tre anni, nella stessa occasione delle Prime Comunioni a Cagli, non si vede nessuna differenza rispetto a quanto segnalato. Allora abbiamo scritto al Vescovo e a Roma. Stavolta il Vescovo ha risposto, dicendo che non si dovrebbe riferire degli abusi all'autorità ecclesiastica competente ("delazione a chicchessia autorità"!). Semmai ci si dovrebbe rivolgere soltanto ad autorità che si conoscono personalmente, incontrarle in privato, sentirsi dire che le musiche non erano "spinte" e che dei miglioramenti sono desiderabili ma sono solo un ideale, di sicuro non per adesso ( in tre anni non si può neppure frenare la desacralizzazione alla S. Messa delle Prime Comunioni? E quanti anni ci vorranno per vedere qualcosa?). Forse in futuro...quando avremo sistemato "questioni di fede molto più attuali e profonde ". Molto in futuro, con questi presupposti! Altri dicono: tanto questo Papa è anziano, passerà presto...Anzi: dovrebbero parlare soltanto le persone istruite al punto giusto; dovremmo andarci ( da Monte San Vito, che non è proprio "girato l'angolo", come può dedurre anche dal fatto che sulle celebrazioni a Cagli abbiamo conoscenza soltanto delle Prime Comunioni) dopo esserci "informati un po' meglio sulla Liturgia cattolica"; e dovremmo andarci...a "conversare su questioni di fede molto più attuali e profonde" (cioé a parlare, in segreto, su altre questioni di suo maggior gradimento). Ovvero, "con brevità e chiarezza": si dovrebbero lasciare gli abusi continuare imperterriti (come di fatto in  questi tre anni è accaduto), senza "disturbare il conducente".

 

Supplichiamo Roma di intervenire per fermare questo meccanismo. Perché le sole affermazioni di principio non incidono. E la realtà è questa: Roma nei casi concreti rimanda al Vescovo; il Vescovo, vedete! Si adira non per gli abusi, di cui minimizza l'importanza, ma per chi li deplora e si permette di scrivergli a riguardo, mettendo in discussione questa situazione. E questa situazione, che questo Vescovo dice riguardare "tantissime altre Chiese ", resta bloccata. Davanti a Cristo Crocifisso, che dovrà tutti giudicarci, chiediamo a Roma, che ha ricevuto dal Signore la somma potestà disciplinare e coercitiva, di intervenire, con provvedimenti concreti, a far cessare questo scandalo.


 

Sergio e Alessandra Andreoni

Vicolo Guadagnini,2

60037 Monte San Vito (AN)