SINODO DIOCESANO SENIGALLIA: la nostra posizione

 

 

Appena convocato, quindi nella fase preparatoria, sul tema: UN CUOR SOLO E UN’ANIMA SOLA – La Chiesa di Senigallia in cammino, nell’ascolto dello Spirito, a servizio dell’uomo.

 

Le risposte corali delle nostre famiglie al questionario-sondaggio (consegnato uno per casa)

 

(Risposte principali)

 

Alla domanda: «Cosa succede dopo la morte?», risposte suggerite: Non c’è niente/La vita continua in qualche modo/ Risorgerò, abbiamo barrato la terza, con l’integrazione: per “la vita eterna o il supplizio eterno” (Mt. 25,46 etc. etc.).

Domanda: Cosa mi piace di più della religione cattolica? Risposta: Che viene dal Cielo.

Domanda: Cosa mi piace di meno? Risposta: Non della religione cattolica, ma – A)del questionario: che ne è assente la dimensione dottrinale. Resta in ombra che è costitutiva della vera fede e tende a passare la “sola Bibbia” dei protestanti –B)del sottotitolo sinodale: «a servizio dell’uomo» è il linguaggio degli Atti degli Apostoli o della massoneria?

Domanda: La Chiesa e la società, risposte suggerite: La Chiesa sta con il potere/La Chiesa è vicina ai poveri/La Chiesa deve farsi carico dei problemi sociali, abbiamo aggiunto noi stessi una quarta opzione, rispondendo: Più la Chiesa è se stessa, più fa il bene della società.

Domanda: Cosa chiedi alla tua parrocchia? Risposta: L’attenzione alla sana dottrina. La sacralità del culto e dei consacrati. La predicazione sui “Novissimi”. Il ricorso mariano (a partire dalla consacrazione al Cuore Immacolato di Maria, ripetendo gli atti di S.S. Giovanni Paolo II per il mondo).

Domanda: Che suggerimento daresti alla Chiesa? Risposta: A Santa Madre Chiesa, nessuno. Agli uomini di Chiesa: di distinguere e darne, da custodi, una visione soprannaturale.

Domanda: Qual’è la questione più importante che la Chiesa oggi dovrebbe affrontare?  Risposta: La situazione interna descritta dal card. Ratzinger nella Via crucis del 2005. In comunione con l’ottica della Chiesa del Paradiso e del Purgatorio, cui appartengono le tante generazioni cattoliche su questa linea.

Domanda: Quale è la situazione più delicata oggi? , Risposte suggerite: Il lavoro e il benessere economico/La famiglia/I giovani/Altro, abbiamo segnato l’ultima risposta, scrivendo a fianco: La fede (cfr. S.S. Giovanni Paolo II, “Ecclesia in Europa”: «un’apostasia silenziosa»).

 

Monte San Vito, 25 marzo 2009, Annunciazione della B.V.Maria

 

Intervento all’assemblea vicariale di preparazione del Sinodo diocesano, Chiaravalle 26-03-09

 

Come ho già avuto modo di dire il 12 marzo qui a Chiaravalle, alla riunione pre-preparatoria, due temi cardine che particolarmente vorrei segnalare, in coscienza, come contributo al Sinodo perché dia loro grande impulso, sono: 1) l’attenzione al deposito della fede; 2) il ricorso mariano, particolarmente a fronte dell’azione dilagante, e in ampia parte misconosciuta, di Satana (come ebbero a denunziare il Sommo Pontefice Paolo VI e l’allora cardinale Ratzinger. Notevole anche quanto a riguardo papa Giovanni Paolo II disse esplicitamente, in Germania: il mondo sta vivendo il dodicesimo capitolo del Libro dell’Apocalisse. E’ lo scontro tra la Donna vestita di sole e il drago, che «trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra»: pagina evocata, nel loro pellegrinaggio a Fatima, sia da Paolo VI che da Giovanni Paolo II).

Sul primo punto, enucleo i seguenti elementi. In uno scambio epistolare, leggevo - da autorevole fonte - che «vivere nell’ortodossia» è «condizione irrinunciabile e fondamentale per la nostra salvezza. Ma si può dire che questa oggi, anche nei “vicini”, sia un’evidenza diffusa? E se si tratta di condizione fondamentale per la salvezza, si può non metterla in risalto? È abitualmente chiaro, anche nei “vicini”, che – contrariamente alla concezione di fede del protestantesimo e del modernismo «sintesi di tutte le eresie», già condannata dal Magistero – la dottrina, nella sua integrità, è costitutiva della vera fede, della fede cattolica, della Fede tout court?

Nella famosa allocuzione di apertura del concilio Vaticano II, Gaudet Mater Ecclesia, papa Giovanni XXIII espose sostanzialmente questo concetto: poiché l’adesione alla dottrina tradizionale è diffusamente al sicuro, possiamo realizzare questa apertura, pastorale e missionaria. Possiamo oggi dire, circa tale base, la stessa cosa? Viene essa correntemente riconosciuta per tale? Mi limito a una citazione, ovviamente successiva, ma se ne potrebbero fare non poche, “spalmate” in un ampio arco di tempo e di occasioni. E’ del papa Paolo VI, che ebbe a esprimere gravissime osservazioni: C’è un grande turbamento in questo momento nel mondo della Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà ancora la fede sulla terra? Capita che escano dei libri in cui la fede è in ritirata su punti importanti, che gli episcopati tacciano, che non si trovino strani questi libri. Questo, secondo Me, è strano. Rileggo talvolta il Vangelo della fine dei tempi, e constato che emergono oggi alcuni segni di questa fine. Siamo prossimi alla fine? Questo non lo sapremo mai. Occorre sempre tenersi pronti… Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che al suo interno sembra talvolta prevalere un pensiero di tipo non cattolico; e può avvenire che questo pensiero non cattolico all’interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa (dai colloqui con Jean Guitton) .

Oltre che dell’istanza di rinnovamento, il primato del’ortodossia è il fondamento, il presupposto essenziale, della vera comunione nella Chiesa, dell’unità cattolica. La “mitica” prima comunità cristiana, che era un cuor solo e un’anima sola, aveva realmente chiaro ciò che dice lo Spirito Santo, ad esempio per la penna di san Giovanni: chi non rimane nella dottrina, non possiede Dio. E persino: se qualcuno viene a voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non salutatelo (cfr. Seconda Lettera di san Giovanni Apostolo). Saremo con essa, in questa medesima prospettiva, un cuor solo e un’anima sola? In un tempo in cui, come ha riconosciuto anche l’insospettabile teologo Karl Rahner, è passato di moda negare apertamente e formalmente le verità di fede, non sarà prioritario mettere in luce, con la più grande visibilità, la dimensione dottrinale della fede, e quindi il primato dell’ortodossia? Si può fare una casa trascurandone la base? Non si finirebbe per farla debole, o di solidità illusoria, o, in realtà, di abbandonare tacitamente quella base e costruirla su altre fondamenta? Tra le altre cose, un modo per richiamare questa verità «fondamentale» non potrebbe essere quello di parlare sistematicamente e ufficialmente, nell’ambito sinodale, di comunione nell’ortodossia, così mettendo visibilmente insieme queste due istanze?

Non sembri questo discorso astratto, a fronte dei pesanti problemi con i quali abitualmente ci confrontiamo: stiamo parlando di doveri, basilari, di fedeltà. E in un’ottica soprannaturale – riprendendo, parafrasando, un pensiero richiamato dai Pontefici Adriano VI e Giovanni Paolo II – quando gli uomini fanno la loro parte, Dio, al Quale nulla è impossibile, il Quale è capace di far fiorire il deserto, possiamo pensare che non mancherà di intervenire con il Suo braccio potente…

In allegato, sento il dovere di dire due cose su altrettanti punti lacunosi del volantino–traccia distribuito il 12 marzo. Uno è laddove si parla di «annuncio ai non credenti»: troppo riduttivo, andrebbe rivisto in un più ampio (e più conforme al divino Euntes docete) «annuncio ai non cattolici». L’altro riguarda l’ultimo capitolo, nel quale mi sembra andrebbe inserita la menzione della famiglia e della vita, viste le minacce che oggi vi attentano (ad esempio la piaga, silenziosa e non di rado incosciente, delle convivenze more uxorio: un punto che, mi sembra, dovrebbe apparire anche più importante e più preoccupante dell’ambiente).

Cristo regni.

 

                                                                                                          Solideo Paolini 

 

 

 

 

Solideo Paolini, via San Rocco 8, 60037 Monte San Vito. Tel:071/7489054-338/792574