Freccia a sinistra: INDIETRO
 

 

IL SUPERIORE GENERALE DELL’ISTITUTO DEL BUON PASTORE ADERISCE SOLENNEMENTE ALLA NOSTRA SUPPLICA PER LIBERARE IL “QUARTO SEGRETO”. Mentre uno dei migliori Cardinali...

 

…al secondo invio della supplica (il primo non avendo avuto alcun “accuso ricevuta”) fa rispondere dalla segreteria come segue: «Gentilissimo Signor Paolini il Cardinal [tal dei tali] ha ricevuto la Sua lettera del 3 novembre, come peraltro aveva ricevuto la precedente missiva. Ha tuttavia ritenuto opportuno non intervenire in merito ad una questione così delicata, a suo tempo già sottoposta al Santo Padre. Cordiali saluti.».

Commento. Quantomeno, Sua Eminenza non si ostina a rifiutare una qualche risposta, né (come anche gli altri due-tre Cardinali che prima o poi ci hanno risposto) dà l’impressione di negare l’esistenza di un testo del genere; questo è il pregio della sua lettera. Il difetto è nella debolezza della risposta del segretario alla mia telefonata: «a suo tempo già sottoposta al Santo Padre» va inteso nel senso che a suo tempo il Cardinale ha già parlato o scritto al Santo Padre della questione? No, lo avete fatto voi: già sottoposta da voi! Ma che discorso è?! In Summorum Pontificum il Papa afferma l’utilità delle suppliche per la emanazione di quell’atto, e non furono mica suppliche di una singola persona o di un gruppo (o, nel caso, di alcuni gruppi): ma domande di provenienza varia che si sono sommate, senza che le precedenti facessero considerare l’istanza già a posto. Che logica è? Il limite, desolante, è che il motto degli attuali “buoni” (come idee, s’intende), o “meno peggio” , sembra essere: a metà. Attitudine adattissima alla realizzazione del bagno di sangue mostrato in visione. Che può essere un po’ attenuato da ciascun libero arbitrio, ma bisogna essere ciechi per non vedere che andando avanti così non è evitabile: è l’unica via d’uscita non illusoria, non menzognera.

S.P.